NELLA PANCIA un “SECONDO CERVELLO” LA CHIAVE EMOZIONALE

NELLA PANCIA un “SECONDO CERVELLO” LA CHIAVE EMOZIONALE

La chiave di stress, ansia e tensione è nella pancia. Qui, infatti, si trova un vero e proprio secondo cervello, con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo. La componente principale di questo secondo cervello è il sistema nervoso enterico, una rete inestricabile di oltre cinquecento milioni di neuroni concatenati tra loro e distribuiti per oltre nove metri lungo tutto l’apparato digerente. Anche il microbiota intestinale, ovvero l’insieme dei microrganismi (batteri, e miceti) e virus che popolano l’intestino umano, gioca un ruolo fondamentale, poiché influenza profondamente la comunicazione intestino-cervello.

È noto a tutti come una condizione di benessere a livello intestinale si rifletta sullo stato mentale, determinando una condizione di buon umore infatti non a caso le cellule dell’intestino producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. L’intestino rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni, come immissione di cibo, ma anche suoni o colori. E a input interni: emozioni e abitudini.Tuttavia, è vero anche il contrario: condizioni di stress e stati d’ansia provocano delle modificazioni della composizione del microbiota intestinale, determinando una condizione di disbiosi e malessere intestinale.

“Agire di pancia”, “ridere di pancia”: sono solo modi di dire o vi è un fondamento scientifico? La ricerca degli ultimi anni suggerisce la seconda risposta. Recenti evidenze scientifiche sottolineano infatti l’esistenza del gut-brain axis (asse intestino-cervello), ovvero la via di comunicazione bidirezionale che collega intestino e cervello, all’interno della quale il microbiota intestinale riveste un ruolo fondamentale. Ne è convinto Il dottor Peter Konturek del Dipartimento di Medicina del Teaching Hospital of the University Jena, in Germania, autore, con alcuni collaboratori, di un articolo sul tema pubblicato sul “Journal of physiology and pharmacology” chiarisce questo meccanismo: “Ci sono prove del fatto che sono proprio i batteri intestinali ad aiutare a mantenere il contatto bidirezionale tra le componenti dell’asse cervello-intestino. In altre parole, lo stress modifica la flora batterica, ma è vero anche il contrario, ossia che i batteri dell’intestino possono avere un profondo effetto sull’asse cervello-intestino e possono modulare la motilità, la permeabilità e la sensibilità dei visceri».  “Il microbiota intestinale agisce come un vero e proprio “direttore d’orchestra”- afferma il Professor John F. Cryan, docente di Neuroscienze allo University College di Cork in Irlanda – come un perno fondamentale di questa comunicazione, producendo dei neurotrasmettitori che agiscono a livello cerebrale attraverso il nervo vago e scambiando dei messaggi ormonali con le cellule della mucosa intestinale”.

Dunque stress e ansia pesano sull’intestino e ne alterano il funzionamento. Ma è vero anche il contrario: dieta e disordini intestinali sono collegati a variazioni dell’umore. Insomma, nella pancia c’è un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazione ed emozioni che arrivano dall’esterno, dice Solimene. E che copre un’area vasta: il tessuto intestinale srotolato ha dimensioni di 200-250 metri quadri, ed è abitato da 10.000 miliardi di cellule batteriche. Per trattare i disturbi di funzionali del tratto gastroenterico varie tecniche di meditazione si sono dimostrate utili. Forse anche perché – dice Gianpaolo Buzzi, psichiatra dell’Università di Pavia – chi medita con regolarità tende anche a seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre e liquidi.