TERAPIA PER LA GESTIONE DELLE ALGIE DELLA ZONA LOMBARE di Paolo Roccuzzo

TERAPIA PER LA GESTIONE DELLE ALGIE DELLA ZONA LOMBARE di Paolo Roccuzzo

Non c’è che dire, oggi più che mai, il mal alla schiena è un problema rilevante in un alto numero di persone e, soprattutto, in continua crescita. È un dato di fatto e ne dobbiamo prendere atto. Anche i numeri non danno conforto: dai 30 ai 50 anni il 60% circa della popolazione italiana dichiara di aver avuto almeno un episodio di mal di schiena durante gli anni. Infatti, la recidività di tali eventi è invece purtroppo la norma. La sintomatologia delle algie che affligge il rachide è da considerarsi altamente invasiva, tanto che il generico mal di schiena è ritenuto altamente invalidante a livello sociale, anche a causa delle assenze dal luogo di lavoro, subito dopo le infiammazioni delle vie aeree. Studiando la localizzazione del problema, si è visto che le zone cervicali, toraco-dorsali, lombari, sacro-coccigee sono interessate in misura percentualmente diversa e tale differenza risulta essere assolutamente interessante perché evidenzia come, ancora oggi, la posizione ortostatica non sia stata riassorbita dall’uomo dopo millenni.

Le zone cervicali e lombari essendo curve lordotiche e di compenso, sono quelle maggiormente interessate da dolori diffusi o localizzati. In particolare la seconda può essere ricondotta a quattro cause frequenti:

 

  1. Un aspetto posturale alterato ( legato a fattori strumentali o relativi all’apparato muscolare);
  2. Un’alterazione funzionale e degenerativa del sistema muscolo-legamentosa ( muscoli troppo corti ma anche troppo lunghi, legamenti lassi);
  3. Alterazioni strumentali a carico del segmento di movimento ( degenerazione discale e delle articolazioni interapofisarie, processo spesso interdipendente);
  4. Indebolimento della struttura ossea ( ad esempio nell’osteoporosi)

Oltre a questi motivi, dovremmo aggiungere come eziopatogenesi, le condizioni individuali, ambientali, sociali. Molto spesso sappiamo di tale disturbo, ma nell’arco degli anni, l’analisi fatta dagli operatori del settore ha individuato, anche, le modalità di insorgenza della lombalgia. Essa infatti, può essere acuta o cronica, ma anche lombo-cruralgia o di lombo-sciatalgia. Nelle ultime, la concomitanza delle terapie fisiche ( tens, ionoforesi, correnti diadinamiche), della terapia manuale ( la tecnologia del massaggio terapeutico) e del lavoro attivo o passivo di cinesiologia sul campo, portano spesso a un felice esito per il paziente. In questo caso possono riferire che, nella condizione collaborativa precedentemente illustrate, le percentuali di miglioramento anche nei casi di compressione trofica/motoria importante a livello degli arti inferiori ( ad esempio con ernazione localizzate nella zona L5/S1, L3.L4…) sia davvero sorprendente sotto il profilo della qualità della vita per il paziente. A dimostrazione del fatto, che la cooperazione di diverse figure tecnico-professionali in team di lavoro ( chinesiologo, masso fisioterapista, osteopata) risulta essere sempre vincente. Inoltre, è importante segnalare come il massaggio decontratturante e rilassante somministrato nei giorni di non allenamento o anche in chiusura di seduta allenante, risulti essere particolarmente benefico per la regione lombo-sacrale. Pertanto, avrà molto giovamento con le frizioni bimanuali somministrati con dolcezza dal massaggiatore, specie se il tocco dello stesso saprà unire fermezza nella pressione e sfioramenti mai troppo profondi.

Si può dunque capire che dalle 841 cause di mal di schiena realmente individuate ( Sibilla, 1995), meno di 200 siano da ricondursi a problemi specifici del rachide ( Nachemson et al..).

Come intervenire, quindi, sul campo per chi allena o tratta pazienti lombalgici?

La back school spinge molto sull’informare: impariamo come siamo fatti e come funzioniamo, automatizzando movimenti corretti e posizioni idonee. Insegniamo anche a rilassarci, andando così a colpire un’altra causa del problema come lo stress, utilizzando tecniche di respirazioni, di autocoscienza, di ricerca personale ( ottimo il training autogeno). Quando il nostro allievo avrà compiuto questo promo iniziale percorso, andremo a lavorare sulla pratica. L’allenamento in sala pesi contemplerà sicuramente elastici, bacchette di legno, tavolette propriocettive, palloncini  ‘’ufo’’ nella sua fase iniziale, in modo tale da preparare il corpo al lavoro successivo. Tale periodo contemplerà, anche, l’uso di carichi di lavoro con bilancieri e manubri in modalità total body, con un esercizio di base per distretto e ripetizioni medio alte, facendo attenzioni ai lavori in allungamento completo e contrazioni incompleta, che spesso devono essere somministrati a chi ha dolenza.

Il lavoro a circuito potrà essere ripetuto da 1 a 3 volte e sempre con tutti gli accorgimenti del caso. Infine, un occhio di riguardo alla respirazione addominale completa e profonda e alle contrazioni isometriche da abbinarvi. In prossimità della lezione, potremo sicuramente scegliere a fini decontratturanti e di allungamento, la  sospensione-appoggio frontale alla spalliera con piedi in appoggio ( per le persone mature). Questo lavoro sarà di grande aiuto, così come con le mobilizzazioni e gli esercizi in flessione o in estensione della colonna. L’utilizzo del sostantivo ‘’estensione’’ in caso di lombalgia, serve come invio a considerare un aspetto della questione spesso dimenticato: il mal di schiena a livello lombare può essere anche causato da rettilineizzazione del tratto lombare può essere anche causato da rettilineizzazioni del tratto rachideo in questione o da una sua inversione.

La lordosi non è una curva dannosa, e Mckenzie con il suo operato a livello posturale, ha avuto il merito di allargare la visuale sul problema. Molte algie nella zona lombare in chi ne soffre, scompaiono quando il paziente deambula dopo la posizione seduta, riformando appunto la fisiologia lombare. In ultimo è importante svolgere lo streching finale con la maggior varietà possibile di allungamenti conosciuti, soprattutto su muscoli che turbano la statica e la dinamica della colonna provocando retrazioni o compensi: allungo a ischio-crurali, gran dorsale, grande pettorale).